IL MIO NOME E' TIRTHA...UN GUADO

A VOLTE MI CHIEDO QUALE SARA' IL PROSSIMO PASSO..
DOVE POSERO' IL PIEDE..CHE COSA TROVERO' DIETRO QUELL'ANGOLO, POI ARRIVA NITIDO DENTRO IL CUORE IL SAPERE :
IL PASSO MI PORTERA NEL POSTO GIUSTO, IL MIO PIEDE SI POSERA' SULLA TERRA E DIETRO L ANGOLO........UN ALTRO PEZZO DI MONDO...UN ALTRO PEZZO DI ME

lunedì 29 ottobre 2007

ritrovato fra le cartacce di una vita


Fermo restando che l’assoluta certezza del vivere riesci ad averla nel momento in cui questo si trasforma e diventa esistere.Sensazione ben diversa da cio che provi mentre attraversi l’esistenza che senti appartenerti e di cui credi di essere autore mentre ne sei solo l’attore di una sceneggiatura scritta da altri ..da chi ti è vicino per nascita, dagli incroci di vita, da chi scegli come compagnia di tempi trascorsi.
Esistere, difficile concetto.
Esistere è rendere reale te stesso. Dare materia al tuo pensare, credere, essere.Renderti tangibile, toccabile. Non dagli altri che popolano i mondi che attraversi, ma da te che sei gia un mondo.
Mi rendo conto in questo preciso attimo quanto mi sia familiare il mio corpo. Proprio ora che sto districando il concetto del mio esistere.
Vedo il mio braccio che fa da supporto alla testa. La mano e la mia fronte non sono solo in contatto, ma sono in simbiosi. C’è come un compenetrarsi una con l’altra: sono me. Non sono pezzi diversi del mio supporto terreno ma sono “io”.
Come “io” sono i pensieri che si stanno posando sul foglio. Materici, tangibili quanto la mia mano, la mia fronte, la mia gamba che mi sta dolendo nel suo stare accavallata, con una posizione che solo si addice, a chi, più di lei, ha lunghezza.
Esistere. Sto ascoltando all’interno della mia bocca come questa parola diventi rotolare di aria. Solletichio di palato. Gioco di lingua.
Anche questo e’ esistere. Prendere conoscenza, con la calma che dà l’essere padroni del proprio tempo, di ciò che è.
Intanto, intorno, il resto va per i suoi percorsi senza che da questo io venga toccata, se non quando, io lascio che ciò succeda

domenica 21 ottobre 2007

ieri...


un passo oltre l'uscio del mi0 rifugio,
il volto si alza in un abituale gesto
come a ricerca di un amico fra la folla,
e vedo, con lo stupore di una nuova scoperta
il cielo.
Con bagliori di rossi che si spengono
in rosa di antichi ricordi,
fra azzurri mai visti di mari lontani,
con rotolii di nuvole di inusuali colori,
fra silenzi di voli che nulla avrebbero da dire
in tanto splendore.
Con il cuore fermo come il respiro.
Attonita guardo e ritrovo la certezza,
che ormai inscalfibile mi appartiene,
che tu, mio Dio, ci sei.

venerdì 19 ottobre 2007

LIBERTA'.....................


Che strana e' la sensazione della liberta'..
Ha il volto di un figlio che sorride perche sa che tu ci sei.
Ha la musica che ascolti dentro, perche le note diventano il battito del tuo cuore e le parole sono il cammino che devi seguire...
Il cielo d'irlanda e' Dio che suona la fisarmonica...
E' sentirsi pronti per ogni viaggio, e viaggiare stando fermi.
E' essere cio che l'universo vuole che tu sia...perche' solo chi sa puo insegnarti la strada per arrivare alla tua meta...nulla puo cambiare quella meta...quello e' il tuo destino...solo il cammino puo essere piu leggero o avere il peso di ogni passo..
Il cielo d'Irlanda..dovunque tu sia bevendo con zingare o re..il cielo d'Irlanda e' dentro di te..il cielo d'Irlanda si muove con te...il cielo d'Irlanda è dentro di te..
Si ne sono certa il cielo d'irlanda e' dentro di me ..sento suono di fisarmonica..

La mia liberta' e' chiusa dentro ad una canzone..