IL MIO NOME E' TIRTHA...UN GUADO

A VOLTE MI CHIEDO QUALE SARA' IL PROSSIMO PASSO..
DOVE POSERO' IL PIEDE..CHE COSA TROVERO' DIETRO QUELL'ANGOLO, POI ARRIVA NITIDO DENTRO IL CUORE IL SAPERE :
IL PASSO MI PORTERA NEL POSTO GIUSTO, IL MIO PIEDE SI POSERA' SULLA TERRA E DIETRO L ANGOLO........UN ALTRO PEZZO DI MONDO...UN ALTRO PEZZO DI ME

venerdì 21 giugno 2013

Seduta davanti al bar di Ramona. Guardarmi intorno. Cercare di spiegarmi il giorno.  La gente intorno continua a camminare per le loro mete. Ed io li a guardarne la luce. Solstizio d'estate. Luce vivida a perpendicolo su tutto. Oggi nessuna ombra gigante. Tutto rimpicciolito come se  si fosse cancellato l'oscuro. Una donna nera, attraversa la piazza con le sue rotondità portate con orgoglio. Colori sgargianti illuminati dal sole mi portano lontano nei pensieri. Giro il capo da un lato all'altro. Vorrei avere la capacità della civetta di roteare la testa per non perdermi nulla del mio intorno. Un uomo nero mi passa accanto con un buongiorno che mi distoglie dal pensare alla luce di questo giorno. Strano loro, i neri, mi sembrano più a loro agio nella giornata. Gli indigeni come me, sembrano cercare di non farsi vedere dal sole. Camminano nell'ombra dei colonnati, rasentano le case sui marciapiedi al riparo dei tetti. Sembrano quasi studiare la traiettoria più corta se devono obbligatoriamente passare fra un ombra e l'altra. Ed io sto li a godermi i pensieri e la luce.  Guardo i tetti brillare, le teste dei rari passanti riflettere la luce.  Mi sembra luce di purificazione, come se oggi fosse un giorno di quarantena, un giorno di cura dall'ieri. Un lavaggio profondo dell'anime. 
Oggi e' stato un buon giorno. Ho rivisto la luce.

troppa assenza, ricominciare ad avere cura di te, poco alla volta riprendere, ci vuole allenamento per ogni cosa.......riprenditi, riportati a te. Gia dall'aver capito che non c'eri più e' iniziato l'esserci.
 

venerdì 20 luglio 2012

E' da ieri che mi gira in testa la voglia di scrivere il mio testamento. Come se avessi cose da lasciare, proprio io che non mi sento manco proprietaria delle mutande che porto. Strana la mia mente, sempre alla ricerca di strade contorte per uscire dalla vita.
Beni materiali? forse un giorno se riuscirò a lottare per averli, ma la lotta e' troppo estenuante e le forze sono sempre più difficili da reperire...quindi? beni materiali non so.
Allora perche fare un testamento? forse solo per parlare a chi resterà dopo di me o a chi c'era prima di me.
A chi ha creduto di volermi bene, a parte qualche unico e speciale esemplare di mia materializzazione e divina creazione, lascio la mia tristezza che, da che ho memoria, mi accompagna. Lascio la tristezza di una vita perche ne riempia abbondantemente il suo fardello. Perche' essendone questo tanto pieno da non poterne piu' accogliere, gli renda il vivere esente da ogni altro momento ma anche perche' finalmente conosca me, senza i paraocchi del "non voglio vedere cio' che realmente è".
A chi ha tentato di imbrogliarmi, ferirmi, umiliarmi nascondendosi dietro paraventi di "cosi e' meglio per lei",  lascio la forza di cambiar prospettiva, di guardare dall'altra parte del momento, per accogliere la verita' assoluta, cosi piu pesante della verità alternativa.
A chi mi ha regalato un sorriso nel cuore lascio un grazie ed un abbraccio eterno, oltre la terra ed il tempo, perche' mai dimentichero' quel barlume, quel lampo di gioia che mi ha rimarginato il cuore anche se per un brevissimo secondo.
Al mio Universo lascio me, chiedendo che mi faccia sua, che si appropri di me trasformandomi in goccia d'acqua...con caduta libera in mare....senza quella fottuta paura di, comunque e ovunque, annegare.

Se non riprendi la lotta, la lotta riprende te.
Oggi vai dove vuoi ma domani vai dove devi
Io, noi siamo ovunque tu sei
testimo ....prima lezione di nuova partenza di vecchio percorso.

sabato 16 giugno 2012

Eccola. Racchiusa nel suo bozzolo. Stantia crisalide ancora speranzosa di potersi tramutare in farfalla, conservando immutato il dubbio che possa solo essere un sogno quello di avere ali colorate. Ma la speranza non muore nonostante tutto possa apparire opposto al suo trasformari..mutarsi..nascere che pari e' solo al morire.
Ennesima gratuita sofferenza. Mai imparare dagli errori. Perseverare suicida e masochista del ripetersi perenne di immutati bisogni nonostante il promettersi di non ricadervi mai piu.
Il silenzio scelto ha urla nel cuore che rimbombano in ogni attimo del trascorrere del tempo.
Ma se nulla e' servito il ripetere gli errori, di certo qualche cosa e' mutato. Ora l'ascolto e' piu nitido e presente. Ora si ubbidisce al consiglio che arriva solerte e chiaro per superare l'attimo presente. Silenzio...questo e' il nuovo mantra. Silenzio... anche se la mente corre nei posti dove ha vissuto nel passato che ancora lambisce il presente. Silenzio da oblio che oblio non da'.
Son le urla che i muti  regalano ai sordi. Son urla vuote di voce e colme di dolore..son urla che solo l'Universo ha orecchi d'ascolto. Ma la certezza che l'Universo abbia il dono dell'ascolto..regala sollievo al momento e li rinasce la speranza dell'ali........prima o poi.

Son qui a raccoglierti ancora..ad accoglierti come sempre...
Non ti parlero' di cio che non era...ne di cio che e'..solo cio che sara' avra le mie parole
visto che ora e' il momento dedicato al domani
Con gli abbracci di sempre, con i voli che segnano il cielo, con il pensiero tangibile di ovunque il tuo sguardo da ora, si posi, io son qui, come abbiamo scelto di essere da sempre io e te.
Perche cio che ami, lo ami anche se non hai scelto di amarlo.
Io bene a te.
Za

lunedì 23 aprile 2012

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Torno sempre..questo e' uno di quei posti dove ritorno. Mondo silenzioso il mio fatto di parole inutili, a cui do' fiato solo per riempire la eco assordante della mio essere. Quando ritorno qui e' perche il mio sentirmi diversa soffre..sofferenza cruda e netta, come taglio di lama. Scrivo per ritrovare in fondo al mio scrivere un abbraccio. Per lasciare tempo al tempo che piu' non ha importanza di arrivare. Con frenesia schiaccio i tasti, con vorace fame di raccogliere un abbraccio finale da chi come sempre..oltre il sempre, trovo più vicina me delle mani che ogni giorno mi toccano, mi sfiorano...mi lambiscono nel quotidiano vivere. Prima, dopo la burrasca quotidiana, voluta da me e solo per me, quasi per ricordarmi ferendomi con bocca di altri, della mia solitudine di anima, pensavo a chi ho tanto desiderato nella mia vita: un'armatura fatta di amore profondo. Uno spavaldo scudo a difesa delle mie intime sofferenze che sono solo mie..il raccontarle senza parole il non dover spiegare..l'avere senza chiedere in un solo attimo scudo, protezione sostegno, il tutto incondizionato. Il tutto regalato. avere cio che si da..per dare cio che si ha. Sono stanca. Vorrei non doverlo, anzi non volerlo piu scrivere. Ma la stanchezza e' mia, mi appartiene da sempre. Un regalo ricevuto senza averlo chiesto. Chissa perche ti regalano cio che non ti serve, che non vuoi, che non ti piace mentre, se ti amassero saprebbero che non ti serve nulla se non che ti amino. Io ti amo, di un amore cosi grande dal non averti lasciato mai nemmeno un attimo di questo tuo soppravivere quotidiano. Anche in questo momento in cui gli spiragli sono invisibili io sto muovendo l'universo per portarteli davanti al cuore. Lo sai che le tenebre non ti devono fare paura, il buio non e' un baratro in cui perderti, ha la sola forza che tu gli dai. Lo sai che un giorno rivedremo il mare, ovunque esso sia. Vai, posa la testa sul cuscino, dove la stanchezza diventera' sogno e li io ti parlero'. T i a m o perche tu m i a m i. Zaira