IL MIO NOME E' TIRTHA...UN GUADO

A VOLTE MI CHIEDO QUALE SARA' IL PROSSIMO PASSO..
DOVE POSERO' IL PIEDE..CHE COSA TROVERO' DIETRO QUELL'ANGOLO, POI ARRIVA NITIDO DENTRO IL CUORE IL SAPERE :
IL PASSO MI PORTERA NEL POSTO GIUSTO, IL MIO PIEDE SI POSERA' SULLA TERRA E DIETRO L ANGOLO........UN ALTRO PEZZO DI MONDO...UN ALTRO PEZZO DI ME

lunedì 31 dicembre 2007

31 dicembre 2007


31 dicembre 2007

Che strana sensazione da' il ricordarsi.
Oggi, chiusura di un anno. 365 giorni passati. Quantificazione umana del tempo.
Divisione matematica della vita....tic toc dell'esistenza. Netta e folle sensazione di essere sempre stata e mai veramente umanamente esistita.
Fuori suonano le campane, rintocchi ...altro segnale del tempo calcolato..Voci metalliche di richiamo all'attimo..perche il pensiero aveva preso il percorso dell'universo..ma e' qui che ora deve presentarsi.
E la stessa sensazione del richiudere le valigie del ritorno..mi guardo in giro per vedere di non aver dimenticato nulla...uno sguardo anche alla stanza che mi ha ospitato per il riposo..per imprimerla nella memoria...e lasciarla nei ricordi da riportare alla mente nei momenti futuri..
Ed in questa sensazione vissuta fisicamente, anche con lo scorrere dello sguardo nel luogo immenso di questo mio spazio di distacco, la ripresa coscente di me. Fuori, nell'oltre che mi guarda, le luci della citta' nitide nel gelo. Un leggero movimento del capo ed anche il castello fa parte del momento..soffuso e nascosto nella mia miopia...Ricordo ..un h di tabacco incisa sul sasso..una pioggia leggera per cancellarla..una pioggia calda per renderla indelebile.
Si, l'ho capito, e' ora che io riprenda il mio cammino.
Nessun vivido segnale premonitore per non distogliermi dalla pausa, per farmela sentire mia fino all'ultimo scorcio. Ma ora e' arrivato il momento. Si riparte, con le mille emozioni in piu raccolte, che rendono piu leggero il viaggio pur appesantendo il bagaglio.
Il silenzio mi chiama, non posso aspettare oltre..è ora che io riprenda..è ora che io vada.
Gio Zaira Tithar

Solo il pensiero attraversa il buio
raggiungendo il perdono,
senza giudizio,
dell'errore fatto per umano riposo.

venerdì 2 novembre 2007

non lo so...............

C'è una strana sensazione, fatta di passaggi nella vita. Dentro e fuori. Avanti un altro ..per piacere!!! Quanti incontri..quante strane sensazioni gia vissute, odorate ..toccate ..lasciate con il solo motivo che non erano...non esistevano se non per piccoli brandelli di attimo regalato a me stessa.
Ma chi siete voi, passeggeri della mia vita.Labili immagini di cio che scorre nel mio dentro. Surrogati degli attimi che ora sono i miei ricordi. Miei perche solo io ne ho il possesso, avendoli stenuamente vissuti, a discapito della mia vita, nella solitudine che da il non nascondersi dietro la pelle.

lunedì 29 ottobre 2007

ritrovato fra le cartacce di una vita


Fermo restando che l’assoluta certezza del vivere riesci ad averla nel momento in cui questo si trasforma e diventa esistere.Sensazione ben diversa da cio che provi mentre attraversi l’esistenza che senti appartenerti e di cui credi di essere autore mentre ne sei solo l’attore di una sceneggiatura scritta da altri ..da chi ti è vicino per nascita, dagli incroci di vita, da chi scegli come compagnia di tempi trascorsi.
Esistere, difficile concetto.
Esistere è rendere reale te stesso. Dare materia al tuo pensare, credere, essere.Renderti tangibile, toccabile. Non dagli altri che popolano i mondi che attraversi, ma da te che sei gia un mondo.
Mi rendo conto in questo preciso attimo quanto mi sia familiare il mio corpo. Proprio ora che sto districando il concetto del mio esistere.
Vedo il mio braccio che fa da supporto alla testa. La mano e la mia fronte non sono solo in contatto, ma sono in simbiosi. C’è come un compenetrarsi una con l’altra: sono me. Non sono pezzi diversi del mio supporto terreno ma sono “io”.
Come “io” sono i pensieri che si stanno posando sul foglio. Materici, tangibili quanto la mia mano, la mia fronte, la mia gamba che mi sta dolendo nel suo stare accavallata, con una posizione che solo si addice, a chi, più di lei, ha lunghezza.
Esistere. Sto ascoltando all’interno della mia bocca come questa parola diventi rotolare di aria. Solletichio di palato. Gioco di lingua.
Anche questo e’ esistere. Prendere conoscenza, con la calma che dà l’essere padroni del proprio tempo, di ciò che è.
Intanto, intorno, il resto va per i suoi percorsi senza che da questo io venga toccata, se non quando, io lascio che ciò succeda

domenica 21 ottobre 2007

ieri...


un passo oltre l'uscio del mi0 rifugio,
il volto si alza in un abituale gesto
come a ricerca di un amico fra la folla,
e vedo, con lo stupore di una nuova scoperta
il cielo.
Con bagliori di rossi che si spengono
in rosa di antichi ricordi,
fra azzurri mai visti di mari lontani,
con rotolii di nuvole di inusuali colori,
fra silenzi di voli che nulla avrebbero da dire
in tanto splendore.
Con il cuore fermo come il respiro.
Attonita guardo e ritrovo la certezza,
che ormai inscalfibile mi appartiene,
che tu, mio Dio, ci sei.

venerdì 19 ottobre 2007

LIBERTA'.....................


Che strana e' la sensazione della liberta'..
Ha il volto di un figlio che sorride perche sa che tu ci sei.
Ha la musica che ascolti dentro, perche le note diventano il battito del tuo cuore e le parole sono il cammino che devi seguire...
Il cielo d'irlanda e' Dio che suona la fisarmonica...
E' sentirsi pronti per ogni viaggio, e viaggiare stando fermi.
E' essere cio che l'universo vuole che tu sia...perche' solo chi sa puo insegnarti la strada per arrivare alla tua meta...nulla puo cambiare quella meta...quello e' il tuo destino...solo il cammino puo essere piu leggero o avere il peso di ogni passo..
Il cielo d'Irlanda..dovunque tu sia bevendo con zingare o re..il cielo d'Irlanda e' dentro di te..il cielo d'Irlanda si muove con te...il cielo d'Irlanda è dentro di te..
Si ne sono certa il cielo d'irlanda e' dentro di me ..sento suono di fisarmonica..

La mia liberta' e' chiusa dentro ad una canzone..

sabato 15 settembre 2007

Viaggio


La sabbia ancora calda, nonostante la notte fosse avanzata, l'aveva portata al risveglio.
Gli ultimi ricordi precedenti a quell'attimo erano la sua decisione
di lasciare casa e la luce verde del telepass sull'autostrada.
Da li in poi corpo e mente si erano divisi.
Il corpo si era preoccupato ed occupato del viaggio sull'autostrada
fortunatamente semivuota.
La mente aveva vagato fra dolore, rabbia e ricordi. Il tutto in una
unica immensa domanda: Perche?
Aveva deciso di portarsi al mare, proprio come si porta un pacco.
Li avrebbe trovato il "suo" ossigeno fatto di dondolii, profumi,
suoni e luci.
Si era chiesta spesso perche lei, cosi legata alle sue origini
contadine, trovasse tanta pace e armonia con il suo essere alla
presenza del mare.
Era per lei come trovarsi davanti ad un Maestro, a cui era legata
da profondo affetto e stima per tutto quanto le aveva insegnato e
donato, ma, nello stesso tempo, proprio perche' scelto a Maestro,
ne nutriva timore e rispetto.
Tempo addietro si era spiegata questo suo legame dandonsi una
motivazione quasi karmica: in una vita precedente probabilmente era
stata uomo di mare. Aveva anche giocato con questo pensiero
immaginandosi navigare alla ricerca di terre sconosciute. Si era
pensata emule di Colombo sbarcare su isole dalla sabbia bianca,
accolta da suoni di tamurè, fra danze festose di indigeni dalla
pelle color cioccolata, che la accoglievano a mani colmi di frutti
esotici e carezze avvolgenti e appaganti..In questo suo raccontarsi
si diceva che era la visione forse del suo paradiso, ma senza
dubbio alcuno era la realta' del suo futuro distacco.
Aveva raggiunto il mare piu vicino a casa. Niente di esotico. Per
fortuna la notte rende tutto piu bello, offuscando con la sua non
luce quello che da' fastidio allo sguardo.
Le scarpe erano sparite dai piedi quasi contemporaneamente al suo
scendere dall'auto.
Ora era il momento dei vestiti. L'abito serio, quello delle occasioni
speciali, era finito alla stregua di un mucchietto di stracci senza
forma sopra ad uno scoglio ed era diventato il nascondiglio delle
chiavi dell'auto e del cellulare volutamente spento.
Non voleva nessuna intrusione a quel momento davanti alle onde.
Ora voleva risposte o assenza di domande.
Un attimo di vita per lei solo per lei.
C'era tutto cio di cui aveva bisogno:musica di onde tranquille, il
rotolare dei ciotoli nell'acqua, la luce di una luna opalescente.
Il nessuno intorno.
Il suo uovo prossemico dove sostare nell'immobilità del corpo
agognando di raggiungere anche l'immobilità del vortice di emozioni
che la stava sopprafacendo.
Era colma di dolore, rabbia, ricordi rivisitati e rivissuti nelle
mille angolazioni che le si proponevano alla mente.
Il tutto rivisto con l'unico scopo di dare una risposta al suo
"perche?" che altro non era che l'unisona voce di mille altre
domande che, come uragani, sentiva girare dentro di se. Prendere
forza occupando anche il piu piccolo inerme pensiero che andava
cercando.
Era arrivata alla spiaggia con la speranza che il mare, suo amico
di sempre, riuscisse a colmare il suo essere, come gia era successo
nei tempi passati.
Ora si chiedeva quanto giusto fosso stato questo suo viaggio.
Mai come in quella notte le domande non avevano risposta.
Guardando la luna in volto aveva raggiunto il bagnasciuga.
Le onde le accarezzavano i piedi, come gli indigeni dei suoi voli
karmici, ma non c'era nessun appagamento. Riusciva a concentrarsi
solo sul suo dolore.
Perchè? ..Perchè lui era andato via? ..perchè non c'era più la sua
presenza tangibile nella vita? perchè lui era stato suo?..l'aveva
vissuto suo, ma ora di suo non era rimasto che il vuoto. Spazio
vuoto in ogni luogo che insieme avevano respirato: nel letto, a
tavola, sul divano, in auto, nella vita, nel cuore. Spazio
vuoto....no!! doloroso ricordo di lui.
Davanti a lei altro spazio colmo di mare, di raggi di luna e
orizzonte...
Decise di entrare in mare. Era come se volesse ricordare al suo
amico fatto di onde, non avendo ricevuto da lui la tranquillit'
sperata, che lei era li..ferendolo con il suo penetrarlo.
Intanto la luna sembrava guardare il momento dall'alto. Testimone
dei fatti. Opalescente. Distaccata.
Con la lentezza di un bradipo, un passo dopo l'altro. Occhi negli
occhi con la luna.
Un brivido lungo le spalle. La forza raccolta sulle sue braccia per
impedirne il benche minimo movimento di difesa al freddo.
Si ricordo in quell'attimo del suo amico di chat, che le aveva
insegnato a far suo il dolore fisico e, delle notti d'inverno in
cui a piedi scalzi e vestita di un nulla, nel centro del cortile di
casa, si regalava al freddo. Ed il gelo si appropriava di lei.
scuotendola di tremiti in ogni sua parte.
Nessuna resistenza da parte sua e, al culmine della sua sofferenza,
senza preavviso alcuno, ogni tremito si placava e lei era gelo.
Solo raggiunto quell'attimo si regalava lo sguardo alla notte
stellata e si sentiva piccolissima nota nella musica del cosmo.
Era da tempo che non pensava al compagno di chat. Franco scorpione,
questo era il suo nick.
Gli aveva risposto per cortesia e, nel farlo, le si erano aperte
porte di cui conosceva l'esistenza, che appartenevano al suo
viaggio, ma di cui le erano sconosciute le strade per giungervi.
Franco scorpione era stata la sua scorciatoia che, per destino di
vita, era arrivata proprio nel momento dei dubbi, della stanchezza
e della naturale voglia di abbandonare la ricerca quanto sembra che
questa non porti a niente.
Ed anche adesso, ancora una volta, era arrivato un aiuto. Da
chi?..dal suo cervello che aveva fatto riaffiorare il ricordo
dell'amico o, forse, dallo stesso Destino che li aveva fatti
incontrare in chat?..
Sapeva di dover accettare l'aiuto senza chiedersi nulla. Ecco,
sarebbe diventata mare!!
L'acqua la accarezzava proprio li, dove le avevano insegnato
trovarsi il chakra del cuore.
Quante curiosita' nella sua vita per tutto cio che la riportava
sempre alla sua ricerca del "Sè".
Quanta gioia nello scoprire in altri da lei ritenuti "grandi" di
quanto a lei appariva scontato, ma, che nel mondo "estetico" in cui
viveva era considerato anormale o, ancor peggio, non considerato
affatto.
Le sembrava che la pressione dell'acqua volesse eliminare il blocco
che sentiva di avere sul quel punto. Come se il dolore che provava
si fosse messo a paratia al cuore impedendo il fluire della linfa
di vita che era in lei. Nello stesso tempòo il cuore sembrava
gonfiarsi proporzionalmente alla sua sofferenza. Li era la sorgente
delle sue emozioni, il cuore. Ma le emozioni non avevano via
d'uscita.
Si rivede bambina, nel caldo delle sue giovani estati, riempire nel
lavandino dietro casa i palloncini per fare i gavettoni. Lei li
guardava gonfiarsi di acqua sempre di più. Sentiva che, nello
sforzo di trattenerli al rubinetto, questi inesorabilmente
scivolavano trascinati dal peso improponibile per le sue piccole
dita. Ma lei resisteva. Voleva più acqua. Sempre più acqua.
Proprio come ora voleva dolore. Sempre più dolore per scoppiare,
finalmente. Distruggersi in mille pezzi come i palloncini, e godere
finalmente di un immeritato riposo. La pace che da' la sconfitta.
Ma le onde nel loro andare e tornare le riportavano li, proprio sul
cuore, la memoria delle mani di lui. Di quando, con la dolcezza che
e' dell'amore per chi ami, la plasmavano in giochi di carezze,
nascosti con il bisogno di massaggi.
Un altro brivido. Diventare gelo..Per veloce connessione di
pensieri il suo volere del momento chiaro finalmente: diventare
mare.
Il mare e' quasi grande come il cielo. Se si diventa mare ci si
perde per sempre.Questo era il pensiero che faceva sempre piu suo.
Intanto l'acqua le lambiva il collo, non aveva più delicatezza.
Era come sentiva lui in certi momenti: le stava togliendo il
respiro.
Quante volte nei periodi bui del loro rapporto si era sentita
soffocare dalla troppa innamorata presenza di lui. E allora in quei
momenti cercava spazi suoi. Esigeva la sua liberta di interessi da
condividere con altre persone. Costruirsi attimi di assenza d'amore
per crescere come unicità di persona.
Ora malediva quelle brevi parti di vita, cosi fortemente volute e
poi opacamente vissute con l'unica volgare domanda: "ma che cazzo
ci faccio qua?".
Pero' poi, con l'amnnesia delle vere sensazioni che riceveva da
quegli sprazzi di pseudo vita, ritornava a lottare per
riaverli.Forse per l'porgoglio di vincere una piccola battaglia.
Farsi confermare per l'ennesima volta che l'amore di lui sarebbe
sempre stato li ad accoglierla al suo ritorno: lei, la viaggiatrice
dei mari, che lasciando paradisi di tamurè, ritornava al faro del
suo porto. Alla sicurezza dell'attracco al pontile, cosi saldo
perchè sembrava costruito su un amore che poteva essere nato prima
di ogni altra cosa al mondo.
Aveva letto, nel suo girovagare fra la conoscienza di altri, di
quanto sarebbe sprecata la vita se fosse vissuta una sola volta. Si
era detta che: "vista la velocita dell'essere amato uno dall'altro,
abbiamo costruito il nostro amore in vite precedenti. Il nostro
amore, pur essendo un sentimento nuovo, è già profondo, reale e
maturo.
Ora aveva fermato il suo avanzare in mare. L'acqua sempre stretta
intorno al suo collo.
Il suono di un leggero vento si era aggiunto alla musica del
momento.
Ogni tanto un onda più alta la obbligva a mettersi sulla punta dei
piedi, come in un passo di danza.
Inutile lottare. Voglio diventare mare!!, E' l'unico mezzo che ho
per tornare al mio porto. Ti ritroverò. Quando sarò acqua di mare
seguirò le correnti che guidano i naviganti. Saprò riconoscerle.
Quelle che mi condurranno a te saranno quelle calde e dolci come le
tue labbra sulle mie.Nello stesso pensiero il mare le regalò un
bacio. La schiuma di un onda, increspata dalla brezza le accarezzo
il viso. Sentì sulle labbra la desiderata umidità della bocca di
lui. Era suo quel bacio.
Era del suo Amore di tutta e oltre una vita. Lui era stato
destinato alle stelle prima di ogni tempo che potesse essere quello
giusto per lei.
Ora capiva quanta strada aveva fatto per arrivare a comprendere cio
che le sarebbe servito solo in quell'attimo. Aveva impiegato
un'intera vita per avere una sola risposta.
Lui non era più il suo tangibile amore di questo mondo ma era
l'universo stesso.
Lui era Amore in ogni forma: nell'aria, nella terra, nel sole, nel
mare.Lo poteva ancora vivere, respirare, se ne poteva ancora
nutrire. Poteva giocarci nel vento, riempirsene gli occhi ed il
cuore guardandolo nelle stelle. Godere dei suoi abbracci nel caldo
del sole.
Perchè sei morto? ...ora che aveva anche la risposta, riusciva ad
accettare la domanda nella sua completezza.
La risposta era arrivata con la naturalezza delle grandi scoperte.
Perchè tutto esiste ancora prima che venga scoperto. Perchè tutto
è, perchè tutto è amore.
Amore oltre i limiti di un corpo.
Amore oltre il tempo.
Amora come amore sono le forze che ci attirano e ci allontanano dal
sole.
Amore, semplice ossigeno di vita. Millesima ma indispensabile parte
dell'amore che senti guardando il cielo nella notte di gelo e, che
nell'attimo in cui il tremito cessa, tu, dalle parvenze di inutile
essere, ti senti polvere di quelle stesse stelle. Ti senti
infinitesima parte di un tutto che altro non è che Amore divino.
In quell'attimo, in quel pensiero divenne mare.
Ed il mare sgorgava dai suoi occhi con gocce grandi come le pioggie
d'estate, salate sulle sue labbra come la schiuma dell'onda.
Non c'erano piu' paratie al suo cuore. Tutto fluiva dentro di se e,
per la legge che cio' che si vuota si riempie, le lacrime
traghettavano ad altri lidi il dolore. Tutto si ricolmava di quella
dolce sazieta' che da sentirsi amore.
E, allora, la luna tonda e opalescente le regalo un sorriso di
nuvola.

Gio Zaira Tithar

martedì 11 settembre 2007

ritorno.......................


Ci sono attimi dove la certezza del mio volere diventa cosi tangibile che si cancella l'inutilita' dell'attimo con la presa coscienza che cosi dovrà essere..che cosi dovrà respirare la mia vita.
Quanta serenità. Quanta tranquilla certezza. Il raccontarsi gli attimi del giorno passato, il pensarci gia a domani...quasi un appuntamento davanti ad un caffe....con gli occhi ancora pieni della notte e le pieghe del cuscino sul viso.manca solo il profumo di noi che non conosciamo....ma conosciamo il colore dell'anima ed il profumo del prato che abbiamo nel cuore...dove camminare piano perche' anche un sorriso puo fare rumore.........
A te che nel tuo non essere per me, sei cio che io desidero nella mia vita. a te che comunque sei.... in me.

martedì 21 agosto 2007

MARIO GIACOMELLI OFFICIAL WEB SITE

Quanto tempo fuori dal mio taccuino, fuori dal mio cuore.
Mi sono persa giorni e giorni in giro a ciacolare come una vecchia comare pettegola presa dalla mia solitudine di donna..Oggi nel mio essere fuori da me ho incontrato, attraverso le parole di uno sconosciuto, quest uomo..e questi mondi.

martedì 7 agosto 2007

dopo tanto tempo sono tornata..


La voce interiore

--------------------------------------------------------------------------------


La voce interiore

Se hai trovato la verità dentro di te, non c'è nient'altro, in tutta l'esistenza, da trovare. La verità opera attraverso di te. Quando apri gli occhi, è la verità che apre gli occhi. Quando li chiudi, è la verità che chiude i suoi.

Questa è una meditazione potentissima. Se riesci a comprendere questo semplice espediente, non devi fare nulla: qualsiasi cosa farai, verrà fatta dalla verità. Cammini, è la verità; dormi, è la verità che riposa; parli, è la verità che parla; sei in silenzio, è la verità che è in silenzio.

È una delle tecniche di meditazione più semplici. Pian piano tutto s'acquieta grazie a questa formula elementare, e alla fine la tecnica non è più necessaria. Quando sei guarito, getti via la meditazione, getti via la medicina. A quel punto vivi in quanto verità - vivo, radiante, appagato, estatico, un vero e proprio inno alla vita. La tua esistenza diventa una preghiera non espressa a parole; o, per meglio dire, una devozione, una grazia, una bellezza che non appartiene al nostro mondo terreno, un raggio di luce che proviene dall'aldilà e si irradia nell'oscurità del nostro mondo.

Osho The Great Zen Master Ta Hui Chapter 23

Commento:
La Voce Interiore non parla usando parole bensì il linguaggio senza parole del cuore. È simile a un oracolo che dice solo la verità. Se avesse un volto, assomiglierebbe a quello che vedi al centro di questa carta: attento, presente, all'erta, e in grado di accettare sia l'oscurità che la luce, simbolizzate dalle due mani che reggono il cristallo. Il cristallo stesso rappresenta la chiarezza che proviene dalla trascendenza di tutte le dualità.

La Voce Interiore può anche essere giocosa, poiché si immerge profondamente nelle emozioni e torna a emergere per librarsi in volo verso il cielo, come fanno i due delfini che danzano nelle acque della vita. Ed essa è connessa con il cosmo attraverso la luna crescente che la incorona, e con la terra, rappresentata dalle foglie verdi del chimono.

Nella nostra vita ci sono momenti in cui un numero eccessivo di voci sembra tirarci da una parte e dall'altra. La nostra confusione in simili situazioni è un monito a ricercare il silenzio e a centrarci interiormente. Solo così potremo udire la nostra verità.

lunedì 16 luglio 2007

LA PIU BELLA SCENA DI AMORE MAI VISTA...E' MAI "FORSE" PROVATO

Sono passati 31 anni circa da quando ho visto questo film...allora e adesso adoro Bowie..credo di averlo sempre considerato estremamente sexy nonostante la sua non prestanza (volevo scrivere "nullezza") fisica.
Mi ricordo di questo film..me lo sono portata dentro nel tempo..in tutti questi anni..in tutti questi rapporti che sono passati su e dentro me...
Ed il ricordo e' cosi vivo solo per una scena dove l amore ed il sesso diventavano estasi...
Ed e' questo che aspetto nella mia vita...Estasi

martedì 10 luglio 2007

la gioia di esserci arriva anche da chi incontro e mi ricorda che ho un sogno


Felice di avere incontrato queste parole e ancor di piu' di riconoscere un Uomo..Grazie


Forse non ti conosco anima mia

come la pioggia,

il vento,

lo stormir di piante quando

e' sera
quando Magico rito

mi passerai
con occhi

che ti ho inventato

mi ricordero'

il Nome

che da sempre

custodisco.

martedì 3 luglio 2007

SEMPRE PIU' VICINO...............


Ogni giorno e' sempre piu vicina la meta...E' diventata una certezza fisica...tangibile..

Sempre piu forza ed energia....ora so dove attingerla nel momento del bisogno..riconosco le guide..e i passaggi, anche quelli nel buio....

Arrivero' all' aperto presto...e sto preparando la mia porta...dove entrare sara' libera scelta....ed uscirne...ancora di piu'.......

domenica 24 giugno 2007

24 giugno 2007-tocca e ascoltami-


PER ME E' IMPORTANTE.......................................................


Forse chiedo troppo, forse dovrei accontentarmi di qualche cosa di meno......forse. Ma io non ho forse! Io so che solo così io riesco a vivere..Niente di meno ...per dare molto di piu'.





Io sono il tuo amore.

Se non sono l'unico fa che io sia il piu' importante.

Ricordami anche quando sono vicina a te.

Pensami un istante che valga almeno una lacrima.

Cercami in ogni altra persona.

Trovami anche quando i pensieri mi allontanano da te.

Sorridimi attraverso la rabbia.

Credi che io sia tutto anche nel momento in cui io non sono niente.

Fidati di me oltre ogni evidenza.

Amami perche io posso amarti.

venerdì 22 giugno 2007

Oggi ho trovato anche questa...l'ho tenuta per me ..


Il girare fra i mondi di altri, mi porta a tenere per me le cose che loro hanno lanciato nel vento....Io le raccolgo senza motivo alcuno, non so a cosa potranno servirmi..ma ho solo desiderio di averle un po anche mie....


Oggi e' stato un giorno proficuo di doni...ho raccolto anche questo fiore...non mi sono chiesta il perche' ....sapendo che la domanda non fatta avrebbe avuto risposta...




Ne sarei felice..

YouTube - The Beatles - Yesterday

YouTube - The Beatles - Yesterday

RICORDATI DI IERI...PER GIOIRE DEL NIENTE DI OGGI.
RICORDATI DEL SOLE DELL'ALBA CHE PORTA IL GIORNO
E DEL ROSA DEL TRAMONTO CHE PRECEDE LA SERA.
RICORDATI DI TE PERCHE' SOLO COSI POTRAI RICORDARTI DI ME

UNA VERITA' TROVATA PER CASO ..COME SEMPRE SI TROVA LA VERITA'

YouTube - Interviste del blog beppegrillo.it: verità per Federico

QUARTA CARTA L INTUIZIONE....DOMANI SE............


8. Il coraggio
--------------------------------------------------------------------------------
Il coraggio Il seme non può sapere cosa accadrà - il seme non ha mai conosciuto il fiore. E il seme non può neppure credere di avere la potenzialità di diventare un fiore meraviglioso. Il viaggio è lungo, ed è sempre più sicuro non affrontarlo mai, poiché il sentiero è sconosciuto e nulla è garantito.
Nulla può essere garantito. I rischi lungo il cammino sono infiniti, i trabocchetti in cui cadere moltissimi e il seme è al sicuro, nascosto all'interno del suo duro involucro. Eppure il seme compie degli sforzi, fa tentativi; lascia cadere il rigido guscio che rappresenta la sua sicurezza, inizia a muoversi. E subito inizia la lotta: la battaglia col terreno, con le pietre e le rocce. Il seme era duro; il germoglio sarà estremamente fragile e i pericoli saranno immensi.
Per il seme non c'era pericolo, avrebbe potuto sopravvivere millenni, mentre per il germoglio i pericoli sono infiniti. Eppure si lancia verso l'ignoto, verso il sole, la fonte di luce, senza sapere dove andare, senza sapere il perché. Pesante è la croce da portare, però il seme ha un sogno, e va avanti.
Il sentiero dell'uomo è simile: è arduo e richiede molto coraggio.


4QUARTA CARTA L INTUIZIONE....DOMANI SE............Commento: La carta mostra un piccolo fiore selvatico che ha incontrato sulla sua strada verso la luce del giorno rocce e pietre. Circondato da un'aura di luce vivida e dorata, il fiore manifesta la maestà del proprio flebile sé. Privo di vergogna, assomiglia al sole più luminoso.
Quando ci troviamo di fronte a una situazione estremamente difficile, abbiamo una scelta: possiamo provare risentimento, e cercare di trovare qualcuno o qualcosa da biasimare, scaricando così la difficoltà, oppure possiamo fronteggiare la sfida e crescere.
Questo fiore ci mostra la via, in quanto la sua passione per la vita lo conduce fuori dall'oscurità, nella luce. Non ha senso lottare contro le sfide della vita, oppure cercare di evitarle o di negarle. Esistono, e se il seme deve diventare il fiore, dobbiamo passarci attraverso. Sii coraggioso in modo da crescere e diventare il fiore che sei destinato a essere

LA MIA TERZA CARTA ..IO E..........


TE. Il ribelle
--------------------------------------------------------------------------------
Il ribelle La gente ha paura, un vero terrore di coloro che conoscono se stessi. Essi hanno un potere ben preciso, un'aura e un magnetismo, un carisma in grado di estrarre chi è giovane e vivo dalla prigione delle tradizioni.
L'illuminato non può essere ridotto in schiavitù - questa è la difficoltà - e non può essere imprigionato. Ogni genio che abbia conosciuto qualcosa della sfera interiore sarà inevitabilmente difficile da assimilare; sarà una forza che crea scompiglio. Le masse non vogliono essere disturbate, anche se vivono nell'infelicità; sono miserabili, ma ci hanno fatto l'abitudine. E chiunque non sia infelice, sembra un estraneo.
L'illuminato è lo straniero per eccellenza nel mondo: non sembra appartenere a nessuno. Nessuna organizzazione lo confina, nessuna comunità, nessuna società, nessuna nazione.

Commento: La figura potente e autorevole di questa carta è evidentemente padrona del proprio destino. Sulle spalle ha l'emblema del sole, e la torcia che tiene nella mano destra simboleggia la luce della sua verità, conseguita a caro prezzo.
Che sia ricco o povero, il Ribelle è un vero imperatore poiché ha spezzato le catene dei condizionamenti e delle opinioni della società repressiva. Ha dato forma a se stesso, abbracciando tutti i colori dell'arcobaleno, emergendo dall'oscurità e dalle radici informi del suo passato inconsapevole e sviluppando ali con cui volare alto nel cielo. Il suo modo di essere è ribelle - non perché lotti contro qualcuno o qualcosa, ma perché ha scoperto la propria vera natura ed è determinato a vivere in base a essa. L'aquila è il suo spirito animale, un messaggero tra la terra e il cielo.
Il ribelle ti sfida a essere coraggioso a sufficienza per assumerti la responsabilità di ciò che sei e per vivere in funzione della tua verità.

LA MIA SECONDA CARTA ..INSIEME


13. La trasformazione
--------------------------------------------------------------------------------SECONDA CARTA... La trasformazione Nello Zen un Maestro non è un semplice insegnante. In tutte le religioni ci sono solo insegnanti. Ti insegnano materie che non conosci, e ti chiedono di credere, poiché non c'è modo di portare quelle esperienze nella sfera oggettiva: neppure l'insegnante le ha conosciute - ci ha creduto, e ora trasmette a qualcun altro il proprio credo.
Lo Zen non è un mondo di credenti; non si addice a coloro che hanno fede, bensì a quelle anime audaci in grado di lasciar cadere ogni fede, ogni mancanza di fede, dubbi, ragione, mente, ed entrare semplicemente nella loro pura esistenza, priva di qualsiasi confine. Ciò porta con sé un'incredibile trasformazione.
Pertanto, lasciatemi dire che, mentre gli altri sono impegnati in filosofie, lo Zen si coinvolge in una metamorfosi, in una trasformazione. È una vera e propria alchimia: ti trasforma da vile metallo in oro. Ma il suo linguaggio dev'essere compreso non con la ragione, né con la mente intellettuale, ma con il tuo cuore amorevole. Oppure limitandosi semplicemente ad ascoltare, senza preoccuparsi del fatto che si tratti o meno di verità. All'improvviso viene un momento in cui vedi ciò che in tutta la tua vita è sempre stato inafferrabile. All'improvviso si aprono quelle che Buddha chiama "le ottantaquattromila porte".

giovedì 21 giugno 2007

LA MIA PRIMA CARTA..IO E COSA PORTO



I Tarocchi Zen di Osho : Arcani Maggiori
21. Il completamento

Il completamento
Questa è la via dello Zen, non dire mai nulla di completo. Lo si deve comprendere: è una metodologia importantissima. Non dire tutto, significa dare all'ascoltatore un'opportunità per completare ciò che si è detto. Tutte le risposte sono incomplete. Il Maestro ti ha dato soltanto una direzione... Quando avrai raggiunto il limite della sua risposta, saprai ciò che resta. In questo modo, se qualcuno cercherà di comprendere lo Zen intellettualmente, fallirà. Non si tratta di una risposta alla domanda, ma di qualcosa di più - un'indicazione della realtà stessa.La natura di buddha non è qualcosa di remoto - la tua stessa consapevolezza è la natura di buddha. E la tua consapevolezza può 'osservare' le cose che compongono il mondo. Il mondo finirà, ma lo specchio rimarrà, e rifletterà il nulla.
Osho Joshu: The Lion's Roar Chapter 5Commento:
Nella figura l'ultimo pezzo di un puzzle viene messo al suo posto, in corrispondenza del terzo occhio, il luogo della percezione interiore. Perfino nel perennemente mutevole flusso della vita ci sono momenti in cui giungiamo al completamento. In questi momenti siamo in grado di percepire l'intera figura, la somma di tutti i piccoli frammenti che hanno occupato la nostra attenzione tanto a lungo. Allorché lo schema si completa, possiamo sia essere disperati, perché non vogliamo che la situazione giunga a una fine, oppure possiamo essere riconoscenti, ed accettare il fatto che la vita è colma di molte fini e di nuovi inizi.Qualsiasi cosa abbia assorbito il tuo tempo e la tua energia, ora sta giungendo alla fine. Nel completarla, ripulirai lo spazio perché inizi qualcosa di nuovo. Usa questo intervallo per celebrare entrambe le cose: la fine del vecchio e il giungere del nuovo.

giozairatithar


I simboli, i numeri..sempre un grande curiosità..sempre alla ricerca di risposte..Prima e' nata la ricerca. la separazione. il vivere parallelo: due mondi diversi che si chiamavano uno all'altro..Poi un giorno la scoperta. Non lasciavo piu niente andandomene. Eravamo insieme " un corpo e mille anime" Insieme finalmente insieme. Ma all'unicita' dell'essere serviva un nome: e quello fu Tithar. Con la certezza che fosse giusto l'ho lasciato in giro per ogni dove ma sempre dubitando che cio non dovesse essere. Il nome e' forza e solo il cuore lo deve conoscere. Poi come succede spesso a chi e' preso dalla frenesia del cammino, arriva la certezza che tutto e' al suo posto: il mio nome e' ancora solo mio, alla luce del sole solo uno sbaglio, voluto da chi conoscendomi ha cura di me. Ora ho l'ennesima prova che il cammino e'...
G I O Z A I R A T I T H A R 7 9 5 -4 6 1 9 8 1 -4 0 9 0 8 1 8 6 4 1 2 7 0 7 9 -3 -4 9 9 8 9 9 0 5 3 9 7 7 6 6 -7 5 8 7 7 8 5 8 2 6 4 3 2 -1 -2 3 5 4 5 3 0 8 0 7 5 1 -3 1 8 9 9 3 8 8 7 2 6 -2 -2 9 7 8 1 6 5 9 8 4 -4 7 6 5 7 1 4 7 2 0 3 3 1 8 5 1 9 2 3 6 4 3 6 0 1 5 9 0 9 6 1 6 4 9 5 7 7 0 3 2 4 7 3 6 1 0 7 1 = 8

mercoledì 20 giugno 2007

martedì 19 giugno 2007

trovato per caso..ha lasciato impronte in ogni dove..........


Ogni uomo ha il diritto di dubitare del proprio compito e di abbandonarlo di tanto in tanto. L'unica cosa che non può fare è dimenticarlo. Chi non dubita di sé stesso è indegno perché confida ciecamente nella propria capacità e pecca di orgoglio. Benedetto colui che attraversa momenti di indecisione.”
“Che cosa stai facendo?”
“Non ho niente da fare” rispose lei.
“Allora impara qualcosa. In questo momento molte persone hanno già rinunciato a vivere. Non si annoiano, non piangono, si limitano ad aspettare che il tempo passi. Non hanno accettato le sfide della vita e la vita non le sfida più. Tu corri questo pericolo: reagisci, affronta la vita, ma non desistere”.
(citazioni tratte dal libro di Paulo Coelho 'Monte Cinque')

compagnia camminanti

compagnia camminanti

YouTube - Giovanni Allevi - Come sei veramente


sabato 16 giugno 2007



Una nuova visione
Quando ti apri all'assoluto, immediatamente esso si riversa in te. Non sei più un comune essere umano - hai trasceso. La tua intuizione è diventata l'intuizione dell'intera esistenza. Ora non sei più separato, hai trovato le tue radici. Altrimenti, di solito, tutti si muovono senza radici, senza sapere da dove il loro cuore riceve continuamente energia, senza sapere chi continua a respirare in loro, senza conoscere il nettare vitale che scorre in loro. Non è il , non è la mente - è qualcosa che trascende ogni dualità, definito "bhagavat", il bhagavat nelle dieci direzioni.Il tuo essere interiore, allorché si schiude, come prima cosa sperimenta due direzioni: l'altezza e la profondità. Poi, piano piano, man mano che questa diventa una situazione stabile, inizi a guardarti intorno, espandendoti in tutte le altre otto direzioni. E quando raggiungi il punto in cui la tua vetta e il tuo abisso si incontrano, puoi guardarti intorno, percependo l'estrema circonferenza dell'universo. Allora la tua consapevolezza inizia a dispiegarsi in tutte le dieci direzioni, ma la via è stata una sola.
http://www.osho.com

इल il primo ospite



Oggi ho invitato una persona a camminare sul mio piccolo blog..

Sapevo che ci sarebbe entrato con delicatezza..ma non sapevo come ne sarebbe uscito..

Ora sò......e ne sono felice: un pezzo in più.

Ora non sò e vedro'...difficile anche questo...

giovedì 14 giugno 2007

13 giugno per sempre...


Oggi se ne è andato mio papà.....

Non quello che ho scelto mio, ma quello che per destino di incroci mi ha messo al mondo.

Lo avevo perso tanto tempo fa ucciso dalla rabbia, dal dolore...dalla mancanza di amore tangibile..

Tante volte, pur di farlo vivere in me, avevo ricercato nelle memorie qualche gesto di affetto. Sempre uno, solo uno ritornava alla mente....unico di tutta una vita.

Alla sera, nei tempi in cui carosello era l'unita di misura del tempo per andare a letto dei bambini, al suo rientro a casa, dopo una lunga giornata di lavoro in autoscuola..alcune volte si avvicinava al mio letto dove il sonno stava per arrivare, con le sue mani dalle dita grosse prendeva il lenzuolo e me lo portava fin sotto il mento e poi con le stesse mani raccoglieva gli angoli del cuscino e me li appoggiava contro il viso, chiudendo il mio volto in un abbraccio che oggi definirei virtuale...

Negli ultimi mesi, nel suo letto prigione, mi sono ritrovata molto spesso a guardare me, come se fossi una spettatrice esterna, rifare a lui lo stesso identico gesto.

Gran brutta pianta l amore. E' una pianta infestante. Se riesci ad averne il seme questo si propaga, ti entra, ti prende ti fa suo..E ne diventi il prato immenso dove cresce e deborda.

Ed anche se la vita arriva con la sua falce a tagliarlo, ricresce perche il seme ha messo radici profonde, ha fatto semi che sono volati nel vento, che hanno raccolto gli uccelli del tuo cielo E nel tuo prato arrivano da mondi diversi altri semi, e si mescolano e si riproducono sempre in piante piu semplicemente complesse. Sempre piu forti: resistenti ai soli dell africa, alle piogge d oriente, alle aride colline di gerusalemme...perche' nella loro diversità sono piene dell' unicità delle loro radici che traggono alimento dalla comune madre terra...

Non riesco a capire quale filo conduttore mi abbia portato qui, ma so che devo essere grata a mio padre, di avermi messo sulla terra.

E da ieri sera, anche di essermi venuto incontro correndo al mio primo respiro...con un sorriso..che ora ricordo................

Gio, Zaira e' con me, e Tithar e' forza

sabato 9 giugno 2007


Da qui in poi la personalità si annulla e nasce il "sè" di Tithar..

A volte e' difficile spiegare il perchè ....o rispondere alle domande di chi, dicendoti : "ma tu sei diversa dalle altre, dagli altri, ..."

Da qui in poi tutto sara' se non chiaro almeno visibile..

Non so se questo mio piccolo universo di nulla sara' solo mio o condiviso, se lascierò le porte aperte o se farò entrare solo chi desidero sia mio ospite...

Ma cio non e' importante, questo sara' il mio lago dove le lacrime si confonderanno con l'acqua tranquilla, dove il mio stare a piedi nudi sara' fatto da parole, dai pensieri vaganti dentro di me..che non hanno luce se non per pochi...

Inutile lottare contro, lascio che tutto scorra, anche perchè il tutto conosce la sua strada sa dove e' la sua meta...e conosce la strada del ritorno. E, nel suo ritornare, mi riporta profumi, colori, sale..mi riporta vita di altri che diventa la mia..e diventa me.

Tithar e' cio che altri hanno voluto.

Mille volte ho dubitato,

mille volte ho pensato alla pazzia,

mille volte ho urlato il mio PERCHE'?

fino a che, con la tranquillita che è dell'alba, quando i colori e i rumori sono come l'anima, tenui e leggeri, ho capito che non c'era domanda giusta, ma solo dire SI..un semplice e umile si.

Ma l'umilta' si raccoglie come le fragole nel bosco..cosi piccole, nascoste...

e ci vogliono centinaia di fragole per riempire un cestino, e occorre inginocchiarsi per raccoglierle, e bisogna avere delicatezza ed attenzione perchè è facile far a loro male..

e non bisogna aver fretta di nutrirsene, o non si arriverà mai alla fine della raccolta....

Il mio cestino non nè è ancora colmo..ma è giunta l'ora di dividere ...condividere...

Anche perchè per me è stato facile raccoglierle..o forse piu' semplice, visto che sono stata enormemente fortunata nella mia vita....ho avuto la gioia del dolore..l'ho riconosciuto..ho capito che la colpa delle mie sofferenze non era dovuta ad altri, ma solo al mio non capire che ero un allieva non attenta, e le mie lezioni di vita, cosi pesanti (cosi allora credevo) sarebbero finite solo al mio comprendere...

Con questo, so anche, che altre lezioni arriveranno, ma le riconoscerò al loro solo avvicinarsi.

Ed allora avro' diritto alla mia scelta cosciente di accettarle o se, con dolore diverso, lasciarle al loro destino.........................


giovedì 7 giugno 2007

Il mio nome è Tithar.........oggi è............


Lunga e' stato il percorso per arrivare a oggi.
Ma la cosa più affascinante di questo percorso è che non è mai iniziato e che non finirà mai..........
Come tutto ciò che esiste da sempre e sempre esisterà , perchè parte infinitesimale di un tutto.
Il mio nome di oggi e Tithar, mi è arrivato come mi arrivano altre cose....dal Nulla..da quel Nulla così colmo e pieno di ogni tutto.
Ho un nome che mi e' stato dato dai miei genitori, Giovanna. E io dico anche con poca fantasia...visto che sono nata per destino il giorno di S. Giovanni (per chi non lo sapesse è il 24 giugno...notte di festa per le streghe).Ho un nome che ho sentito mio e quindi scelto: Zaira.
E di lei so la morte: 4 febbraio 1907.
Gio e Zaira si sono cercate, chiamate e finalmente unite in un'unica TITHAR..